Giacomo R.
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È la roccia sulla quale vennero trucidati centinaia di abitanti di Vieste dai pirati turchi di Draguth Rais, corsaro al comando della flotta di Solimano II.
Il 15 luglio 1554 settanta galee turche gettarono l'ancora presso punta Santa Croce e assediarono per sette giorni la città, sparando centinaia di colpi di cannone contro le mura e il castello.
Mentre la popolazione terrorizzata cercava rifugio all'interno del castello e della cattedrale, il canonico Norbis, fratello del camerlengo che custodiva le chiavi della città, patteggiò di nascosto la resa con Draguth.
Aperte le porte, i pirati fecero irruzione nelle vie uccidendo chi cercava di resistere, saccheggiarono le abitazioni e catturarono donne e uomini giovani per venderli come schiavi.
Tutti quelli che non riuscirono a fuggire furono giustiziati sul grande masso vicino alla cattedrale.
Prima di salpare con il bottino, i pirati impalarono sulla scogliera il canonico traditore