Giona Guidi
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Da trent'anni la Versilia è la mia casa, eppure solo di recente ho finalmente ceduto al richiamo del maestoso Monte Forato. Una mattina di marzo del 2025, zaino in spalla e spirito d'avventura, ho intrapreso il sentiero da Cardoso, il più breve, ma non per questo il più semplice.
L'ascesa si è rivelata impegnativa, con un dislivello di oltre 900 metri e tre ore di cammino che hanno messo alla prova la mia resistenza. (Nota importante: non sottovalutate il percorso, la brevità non è sinonimo di facilità!). Un altro consiglio spassionato: evitate di avventurarvi in solitaria. La montagna, pur nella sua bellezza, può nascondere insidie, e la compagnia è sempre un valore aggiunto in termini di sicurezza e condivisione.
Ma ogni goccia di sudore è stata ripagata da una ricompensa che ha superato ogni aspettativa. Una volta in cima, lo sguardo si perde in un panorama che abbraccia la Versilia da un lato e la Garfagnana dall'altro, un quadro naturale di rara bellezza. E poi, l'arco di roccia, il "foro" che dà il nome alla montagna, un'opera d'arte scolpita dalla natura, un simbolo di potenza e fragilità al tempo stesso.
La sensazione è di pura meraviglia, un senso di pace che avvolge l'anima e un'ammirazione sconfinata per la forza della natura. Le foto e i video realizzati con il drone, che allegherò a questa recensione, non rendono pienamente giustizia alla maestosità del luogo, ma spero possano darvi un assaggio di ciò che vi aspetta.
Il Monte Forato è un'esperienza che consiglio a tutti gli amanti della natura e del trekking, un luogo dove la fatica si trasforma in emozione e il panorama diventa un ricordo indelebile.