Paolo M. C
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Chiesa romanica situata nel centro storico, non distante dal quartiere medioevale di San Pellegrino e da Piazza San Lorenzo. È sede della parrocchia più antica della città, risalente al 1217. L'importanza che Santa Maria Nuova assunse nei secoli si deve al fatto che la chiesa era luogo prediletto dal Comune per le assemblee di maggior rilievo, almeno fino a quando non fu edificato il palazzo dei priori, nonché per la conservazione di tesoro e archivio cittadini. La chiesa era inoltre sede dell'Arte dei Bifolchi e sepoltura di nobili casate, tra cui i Monaldeschi. Divisa in tre navate da due file di sei colonne e due semicolonne monolitiche sormontate da capitelli del tutto differenti l'uno dall'altro, simili a quelli del duomo locale e per i quali sembra siano serviti da modello, vero capolavoro dei tanto validi quanto ignoti scalpellini viterbesi. tavola di autore incerto del XVI secolo che raffigura la Madonna col Bambino tra san Bartolomeo e san Lorenzo. A seguire sono due grandi nicchie affrescate: nella prima è una crocifissione tra la Madonna, san Giovanni, sant'Ambrogio, un altro santo e angeli di Francesco d'Antonio Zacchi, detto il Balletta. Nell sottarco sono medaglioni con raffigurati i santi Lorenzo, Paolo, Giovanni Battista, Michele Arcangelo, Pietro, Stefano e il Redentore benedicente; nella seconda nicchia è un'altra crocifissione con la Madonna, san Giovanni, santa Barbara e san Nicola, datata al 1293, di scuola toscana; nell'archivolto sono san Lorenzo e lo stemma dei Monaldeschi, il cui sepolcro era ivi situato. Presso l'abside minore destra, sul cui altare è una Madonna in trono con Gesù bambino e angeli, di autore ignoto del XV secolo. Veramente bella.