Mr Jack W.
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Delusione totale, non tanto per il livello del locale (chiaramente molto tradizionale), quanto per l’atteggiamento.
Nel 2025 ridicolizzare o escludere chi non mangia carne è semplicemente inaccettabile. La ristorazione non è solo carne e incasso, ma anche rispetto, educazione ed empatia verso i clienti.
Parliamo di ristorazione, non di un macellaio: un ristorante dovrebbe accogliere, non respingere. Anche perché chi fa una scelta vegana o vegetariana raramente va a mangiare da solo, ma porta con sé altre persone.
Ancora più grave in un territorio come il reatino, dove storicamente – fino agli anni ’70/’80 – la carne era un piatto occasionale. La cucina locale è sempre stata fatta di legumi, cereali, verdure, olio, pane, zuppe, primi semplici e contorni stagionali.
Esistono da sempre antipasti, primi, secondi di legumi, contorni e dolci senza carne: dire che “non si può fare nulla” è solo mancanza di volontà e di aggiornamento.
Per me il cibo è anche rispetto per gli animali, non solo merce da vendere: una sensibilità che qui, purtroppo, manca. Così si perdono clienti e credibilità, oggi e domani.